ARTE. Nino Barone conquista la prima moneta al 53esimo Premio Termoli. Riconoscimenti a Ruggeri e Gammelli
Wednesday, 30 July 2008 @ 09:13TERMOLI. Lattesa per lassegnazione del 53esimo Premio Termoli è terminata.
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20 August 2008 alle 9:22 am
Hanno pubblicizzato il 53° Premio Termoli come se fosse dedicato agli artisti tra i 35 ed i 40 anni, invece hanno esposto anche opere di autori che superano di gran lunga i 50. Esempio lampante il “premiato” Nino Barone che di anni ne ha almeno 53. Forse la deroga vale solo per quelli sponsorizzati dagli amici (vedi Antonio Picariello, presente nella giuria), come si sa i due si scambiano favori sin dai tempi dell’incarico di Barone in qualità di Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Campobasso. Com’è ben noto, allora Barone perorò la causa di Picariello per l’incarico, in cambio di lauto compenso (euro 10.000,00), della realizzazione di un libro che l’Ente non ha mai pubblicato, perchè ritenuto scadente ed inutile.
Complimenti.
5 October 2008 alle 3:01 pm
Carissimo pietro colella, riesco solo adesso a leggerti nei commenti, e credo doverti rispondere per chiarire, anche in ritardo di mesi, alcuni punti del tuo strano discorso. Riguardo il premio termoli, si legge la tua acredine diretta sia a nino barone che a me. Spero almeno tu abbia visitato la manifestazione e ti sia fatto un tuo giudizio sulla qualità degli artisti e dei critici della curatela?, bene…Non credo tu abbia da ribadire su Dehò e l’artista Marotta, quindi per esclusione resto solo a fare da bersaglio alla tua malevola, un po’ faziosetta e cattiva, diciamolo pure, valutazione del premio. Non entro nel merito delle tue profondità psicologiche, ma non mi sembra tu valuti la qualità del premio se non attraverso la maldicenza di stampo civettuolo… ma la qualità è soggettiva e ti appartiene in esclusività. Quello che invece appartiene a me è la tua ingiuria che, per fortuna, può essere oggetto di dibattimento giuridico. Praticamente tu affermi a mezzo stampa che io e nino barone siamo dei delinquenti…e che ci scambiamo favori di convenienza….bene. il libro che citi mi è costato quattro anni di specifico lavoro, ricerca e composizione. Lo avrai almeno guardato visto che è protocollato in unica copia stampata (a mie spese tipografiche) negli archivi della Provincia di Campobasso. Se non hai avuto questa opportunità allora vuol dire che la tua mala fede è eccessiva e va resa pubblica per renderla chiara a tutta la collettività. Il compenso che tu dici è lordo di cui ho ricevuto, dopo grande fatica e spreco di richieste ( non oso dirti le spese sostenute per procurarsi la documentazione che contempla la storia dell’arte da molto prima la seconda guerra mondiale comparata, la storia dell’arte, con i paradigmi sostanziali della storia europea e internazionale, quindi capisci che il lavoro va ben oltre l’argomento del titolo come molisano dovresti essere fiero di un prodotto accurato che per la prima volta ti rappresenta oltre i confini del territorio, ma per questo avrai occasione di prenderne coscienza) dicevo quel compenso è considerato al lordo e ne ho ricevuto solo una minima parte. Riguardo la pubblicazione censurata come tu dici perché “ritenuto scadente ed inutile”, non so dove hai attinto tale informazione, credo che lo dirai davanti ad una commissione visto che sporchi, gratuitamente tra l’altro, la mia immagine professionale e anche, permettimelo, la mia tollerante dignità. Posso assicurarti comunque che a giudizio di tutti gli esperti dichiarati tali nel riconoscimento certificato e non pregiudiziale come è il tuo metodo, e che hanno avuto modo di controllare il prodotto, il testo è apparso di eccellente fattura e qualità. Personalmente sono disposto a presentarlo in pubblico quando e come si voglia da parte di chiunque lo richieda. Quindi anche da parte di una tua mera richiesta. Per il resto sono a tua completa disposizione se avrai la struttura di poter sostenere con dovizia quanto affermi in questa tua pregiudizievole scrittura. Tuo prof. Antonio Picariello
6 October 2008 alle 4:06 am
Non so perchè ti arrabbi tanto, signor Picariello. I blogs sono pieni di persone che affermano cose vere firmandosi con nomi falsi. Una volta tanto che qualcuno firma dignitosamente una opinione, trovo che sia meritevole di rispetto. Se poi afferma cose false, vabbè. Ma almeno abbiamo un nome vero. Chi ha un ruolo pubblico, qualunque sia, non deve avere amici. Ti immagini se Mastroianni e fellini fossero stati amici? Tutti i film diretti da Fellini avrebbero avuto Mastroianni come protagonista… Potresti mai immaginare, chessò, Rimbaud e Verlain legati da un rapporto di amicizia? Il problema è che applichiamo la degeneraione del pensiero burocratico ad ogni cosa e un artista, uno scrittore, un intellettuale, uno scultore hanno sempre addosso, come melassa, il sospetto di una contaminazione demagogica. A ragione, in fondo vista la prevalena di pratiche di questo tipo. A Pietro Colella perdonerei il sospetto, giustificato dal contesto. ma non vorrei che perseverasse nella cecità di chi, nauseato dai burocrati, si dentifica troppo.
Questo è un brano di un libro su Gaetano Macchiaroli editore che parla anche, fatalmente, di un gruppo di “amici”: “Giuseppe Montalenti, Luigi Incoronato, Giorges Vallet, Vittorio Viviani. Luigi Compagnone, Ermanno Rea, Renato Guttuso, Antonello Trombadori, Giorgio Amendola, Raffaele La Capria, Francesco Compagna, Alfonso Gatto, Mario Napoli, Gaetano Arfè …E per tutti, oltre agli scaffali della libreria in via Carducci, il simbolico luogo d’incontro è la trattoria di Gigino Sica in via Bernini …..Sui tavoli di Sica furono progettati anche i Circoli di Cultura e altre organizzazioni che anticiparono i fermenti del Sessantotto, con Giampiero e Gherardo Marone, Gino Palomba, Vittorio Vasquez, Felice Piemontese, Calogero Palermo e altri. E in quelle serate, con Macchiaroli, gli intellettuali di allora sperimentarono una socialità fattiva ormai sparita da una cultura cittadina dominata da logiche da megastore e da evento mediatico”. …Certe esperienze possono realizzarsi solo tra amici. Ma il problema è che l’imbruttimento generale rende banale ogni cosa.
6 October 2008 alle 2:40 pm
gentillissima caterina, come sempre il tuo lato doroteo si manifesta anche nella magnifica scrittura che usi per costruire le bellezze del mondo. la logica del tuo discorso mi piace ma non mi convince. IL signor pietro colella che “a cercarlo non appare”, viene da me accusato, questo si, non tanto per il suo legittimo punto di vista, quanto per la terminologia scadente, direi offensiva, che usa per portare pubblicamente il suo stato di considerazione intimo. che lui possa pensare ci siano delinquenti nella gestione amministrativa molisana, è pensiero lecito. Ma che io possa far parte della monade spartitrice per aver prodotto un lavoro testuale –perfetto- che va a vantaggio di tutta la comunità per la conoscenza che esplica il prodotto, credimi questo proprio non posso farlo passare. Sarei connivente insieme a te e agli altri che hanno a cuore la qualità sia di vita sia culturale di questa regione. Mi piacerebbe , invece, si aprisse un serio dibattito sulla questione.